23/04 CIAPA NO AL GIAMBELLINO

2016-04 Giambellino

SABATO 23 APRILE Ore 21.00

CIAPA NO in concerto al GIAMBELLINO

Leggi tutto il programma dell’iniziativa

Ore 16.00 concentramento in Piazza Tirana

Ore 16.30 presentazione itinerante del libro “La fuga in avanti”

Ore 20.00 cena popolare

…a seguire musica e canti popolari con Nadir e i Ciapa No

LA RIVOLUZIONE E’ UN FIORE CHE NON MUORE MAI!

Nessun luogo inizia la sua storia da oggi.
Ogni quartiere porta dentro di sé la sua, stratificata negli anni e nei luoghi, ma soprattutto nella memoria e nelle esperienze degli uomini e delle donne che lo hanno attraversato.
Così è anche per il Giambellino, quartiere periferico di Milano. A differenza di altri, che nascevano come paesi a se stanti e poi venivano inglobati nella città, il Giambellino è sempre stato parte di Milano, schiacciato fra il centro-città e il confine sud-ovest di essa.

Oggi l’impressione che se ne ha attraversandolo è di diverse parti di un quartiere separate tra di loro da particolarismi identitari, culturali e razziali. Invece, la storia narrata da chi lo vive e lo abita ci racconta altro, ci racconta tante storie diverse nelle quali i protagonisti delle vicende ci mettono a parte di un mondo, fatto di tante tessere: la piccola malavita narrata dalla famosa canzone di Gaber, la resistenza al fascismo, la conflittualità operaia del dopo guerra, la rottura con il Pci negli anni sessanta, la fondazione del nucleo storico delle brigate rosse, la sconfitta dei movimenti e la chiusura delle fabbriche. L’arrivo dell’eroina negli anni ottanta, con il parco di via Odazio come uno dei mercati dello spaccio più grande d’Italia, la solitudine degli anni novanta, l’arrivo dei migranti da altri paesi del mondo.

Tra le tessere di questo puzzle si inserisce una sorta di linea di continuità.
La resistenza messa in campo contro gli sgomberi dell’autunno/inverno 2014: dopo una campagna mediatica brutalmente condotta contro uomini e donne dei quartieri periferici di Milano, si è sferrato l’attacco contro la vita di questi annunciando e mettendo in atto lo sgombero di 200 case popolari occupate da chi non riesce a mettere insieme spesso e volentieri il pranzo con la cena. Uomini e donne sono scesi in strada in tanti con forza e dignità rispedendo al mittente le accuse e bloccandone piani, dimostrando che la solidarietà può essere più forte di ogni potere.
Oggi il quartiere Giambellino si trova di nuovo sotto attacco, un attacco che viene presentato e descritto con parole da ingegneria sociale: riqualificazione della vita degli inquilini, rigenerazione urbana e inclusione sociale, un laboratorio con sperimentazioni sociali, politiche e finanziarie all’avanguardia che come è accaduto anche in passato cercano di anticipare le trasformazioni urbane della città.

Attraverso la storia di una famiglia proletaria, la famiglia Morlacchi, una delle tante che abitano gli appartamenti popolari del Giambellino, la quale racchiude in se’, nella storia dei suoi numerosi componenti, una combinazione incredibile di esperienze dure e drammatiche, umane, rivoluzionarie e giudiziarie, cerchiamo di raccontare non solo i risvolti contraddittori di un’epoca, ma anche del presente, di queste strade, di queste mura, di questo quartiere, con la certezza di trarne ispirazione e strumenti per affrontare il futuro…perché la rivoluzione è un fiore che non muore.

Comitato abitanti Giambellino e Lorenteggio

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